Un fiore in mezzo al cemento…

Io credo fermamente nell’amore… Credo nell’amore non perché sia un romantico, ma perché sono un essere umano. L’amore è la forza che muove “il sole e l’altre stelle”, come scrisse Dante. L’amore muove l’uomo a compiere le imprese più ardui, fino al versamento del sangue. Amor meus, pondus meum, il mio amore è il mio peso, diceva Agostino. L’uomo cadrà sempre dalla parte del suo amore.

Dalle mie letture di Gabriel Marcel ho conservato una frase che cito ad sensum: morti non sono quelli che ci hanno lasciato; morti sono coloro che son diventati incapaci di amare. L’amore è come il sangue che irriga tutto il corpo; se viene versato il sangue: si muore!

A che viene tutto questo… Al fatto che l’altro giorno ho trovato un fiore che spuntava dal cemento. È la foto che fa capo a questo post. Un piccolo fiorellino, bello e gracile che si apre un varco in mezzo a delle condizioni totalmente avverse… E mentre guardavo quel prodigio della natura, ho pensato alla sterminata varietà di espressioni di ciò a cui tanti chiamano “amore”.

Siccome io credo fermamente nell’amore, sono consapevole che esso può spuntare nei contesti più contraddittori e paradossali. È come la vita! E come quel piccolo fiore! Ci sono forme di vita che si trovano nel deserto, sotto i ghiacciai, nelle profondità abissali… alberi che si aggrappano a delle rocce impossibili e sui ripidi pendii…

Se questo è vero, posso supporre che l’amore si dia anche in forme diverse da quelle che io possa considerare espressioni autentiche d’amore. Perché negare che due persone veramente si amino anche se non nel modo che io ritengo giusto? Se loro dicono di amarsi, chi sono io per negare i loro sentimenti?

Mi sembra ragionevole che l’amore negli uomini segua la stessa logica della vita… Quella di superare ogni limite… Ma…

Ma, e sempre c’è un ma… Il fiorellino spuntato in mezzo alla strada mi ha fatto pensare ad un altra cosa: se è vero che un fiore può spuntare in mezzo al cemento, è ancora più vero che solo in un giardino ben curato esso potrà crescere e svilupparsi secondo la sua natura. Come nel piccolo giardinetto di mia mamma. Grazie alle cure amorevoli di una splendida giardinaia i fiori, ma anche i zucchini e i pomodorini cresceranno in modo conveniente.

Se l’amore può esserci dovunque, solo diventa ciò che veramente è nel suo contesto proprio, secondo il suo ordine, nella misura in cui è espressione di ciò che l’uomo veramente è. Nel caso di un bambino, per esempio – ed è L’Esempio con maiuscola -, la sua personalità e la sua ricchezza interiore verranno fuori solo se è inserito nel suo “giardino”, all’interno di una famiglia dove ogni membro si colloca nel posto assegnato da Dio: chi fa da papà, chi da mamma, chi da fratellino o sorellina… Altri contesti saranno come il cemento, spunterà sicuramente, ma a costo di quanto sforzo e quanta pressione!

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