Extra Ecclesiam, Vaticano II e integralismo cattolico

Marcelo Bravo Pereira

Una mia studentessa mi ha mandato una richiesta di delucidazione dopo essere inciampata in una discussione di un tale lefebvrista o comunque integralista cattolico. Mi ha chiesto di rispondere, e lo faccio velocemente. Le riflessioni che seguono le ho scritte di getto, quindi perdonatemi se non sono tanto logico…

Cara Chiara:

Tenterò di risponderti brevemente alle domande che mi hai posto. La prima cosa che ti dico, però, è che risulta molto difficile discutere con chi pensa di essere l’unico ed esclusivo detentore della verità cattolica. Per questo motivo, la cosa migliore è non tentare di controbattere perché andrai a scontrarti con un muro. Quest’esperienza ti farà capire quanto era provvidenziale la proposta profetica di Giovanni XXIII, del Concilio e dei papi fino ad oggi. La Chiesa prima del Concilio si era rinchiusa in una gabbia di perfezione e di verità, ma perse il contatto con il mondo che doveva salvare e davanti al quale doveva rendere testimonianza di amore fraterno, non di gelosia per una verità, per quanto santa essa fosse…

  1. EXTRA ECCLESIAM NULLA SALUS. Secondo il tuo interlocutore integralista questo assioma, essendo un dogma deve essere applicato rigorosamente e non interpretato. Te respondo con san Tommaso D’Aquino: “actus fidei non terminatur ad enuntiabile sed ad rem”, che vuol dire che quando si formula un dogma bisogna fare attenzione sia alla sostanza (la fede da credere) dal modo come essa viene “enunciata”. Dire che il dogma non può essere interpretato è una contradictio in terminis perché tale affermazione è già un’interpretazione. “Extra Ecclesiam” ha valore anche oggi a patto che sia interpretato come la Chiesa lo ha interpretato. Ed è assurdo fissare l’interpretazione a un Papa del passato, Bonifacio VIII per esempio, perché anche lui fece un’interpretazione rigorista dell’espressione. Papa Giovanni Paolo II ha espresso in modo adeguato il senso della formula, distinguendo tra “Extra Christum nulla salus” e “Sine Ecclesia nulla salus”. … Poi, riguardo al fatto che sia o meno un dogma c’è un libro di Sesboüé intitolato appunto “extra Ecclesiam che fa la storia dell’espressione”. Puoi chiedere a questo integralista se ha letto il libro. Esso presenta appunto la storia del significato e delle interpretazioni che lungo la storia si sono dati a questo assioma… Dire che non può essere interpretato è semplicemente un non senso.
  2. IL CONCILIO VATICANO II NON È DOGMATICO MA PASTORALE QUINDI NON BISOGNA TENERLO IN CONSIDERAZIONE. Gli integralisti poi affermeranno che il Concilio è pieno di errori di dottrina. Si può controbattere chiedendo dove è formulato dogmaticamente che i concili pastorali non hanno valore dogmatico e che non devono essere considerati dal punto di vista dogmatico. È interessante piuttosto il contrario, essendo un concilio pastorale, il Vaticano II è ricchissimo dal punto di vista dogmatico. Non c’è, per esempio, una riflessione più profonda sulla natura della Chiesa che nella Lumen Gentium. Tra l’altro, una delle fonti più citate nella Lumen Gentium è Mystici Corporis, di Pio XII… Ma, per gli integralisti fa lo stesso. Per loro pure Pio XII era un papa sospetto… Il Concilio ecumenico è il grado supremo di esercizio del Magistero, in quanto che raduna tutti i Vescovi “cum Petro et sub Petro”. Perfino il buon Lefebvre approvò quasi tutti i documenti. Allora non è così zeppo di errori come loro affermano…
  3. DISCUTERE CON I CATTOLICI INTEGRALISTI. Non è facile. In passato io ho aderito alla visione di Lefebvre e dei lefebvriani. Con mio fratello ci siamo posti la possibilità di andare a bussare alle porte del seminario di Nostra Signora Corredentrice a Buenos Aires. Ho letto libri di Lefebvre (Lettera ai cattolici perplessi) e i bollettini che il seminario mandava periodicamente. Ho toccato con mano quella sottile vanità e superbia spirituale di chi sa di essere nella verità: “quei disgraziati hanno le chiese ma noi abbiamo la fede”, dicevano. Parlavano di Giovanni Paolo II come papa, non della Chiesa cattolica, ma da una chiesa ecumenica guidata da Satana… Ho visto poca carità, e soprattutto poca misericordia… Ed è stato appunto quello a dissuadermi e a cambiare rotta… Ovviamente sono entrato poi in una congregazione, sì osservante, sì dottrinalmente forte, sì filosoficamente tomista… Ma aperta al soffio dello Spirito. Bisogna pregare per i lefebvriani, loro hanno confuso la novità del Vangelo con una delle sue incarnazioni storiche, appunto quella borghese-occidentale, che già stava morendo prima ancora del Vaticano II. La Chiesa, insegnava il grande Daniélou, segue la logica dell’incarnazione e della trascendenza, propria del mistero di Calcedonia. Se Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, quindi eterno Verbo di Dio, nato da donna in un contesto storico ebraico (che tra l’altro scomparve con la distruzione di Gerusalemme), la Chiesa è Teandrica, divina per la grazia, i sacramenti, Gesù Cristo e lo Spirito che sono il cuore di essa, ma è anche umana, storica, in divenire… Perciò i dogmi non sono cancellati ma si reinterpretati in ogni momento… Negare questo è negare l’evidenza storica…

Cara Chiara, spero di aver risolto al meno in parte le tue domande. Tu continua per la tua strada, con amore, misericordia, comprensione e dialogo. Il dialogo non sostituisce all’evangelizzazione. Il dialogo ne è la base di qualunque trasmissione del messaggio…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...