Come sopravvivere agli esami (versione per docenti)

Oggi non ho riso! Oggi è toccato a me!

Mi sono alzato presto la mattina perché alle otto dovevo essere in università. Ho davanti a me un giorno e mezzo di esami e ottanta studenti circa da ascoltare… Verifica orale di Trinitaria!

Uno dopo l’altro, gli studenti ce la mettevano tutta per farmi capire che meritavano di essere promossi… Uno dopo l’altro facevo delle domande trabocchetto per farli capire che non meritavano il voto massimo.

Sembrava un bazar arabo: lo studente tenta di persuaderti della qualità del suo “prodotto” (l’esame), il docente, cercando errori, imprecisioni, lacune, per non darti un voto più alto… Alla fine della negoziazione ciascuno racconterà “la sua”. “Il prof è troppo severo…”, “sto studente non capisce un accidente…”, “me la sono cavata bene”, “gli ho regalato il voto…”

Ovviamente, a metà mattina non sapevo più chi ero e dove mi trovavo. Morfeo mi chiamava con la sua dolce voce. Ci capita speso ai docenti! È inutile negarlo: Guardi lo studente che parla e tu cominci a fare esplorazioni nel mondo dei sogni… Mi ricordo una volta che mi è capitato con un professore che era celebre per le sue dormitine durante gli esami. Ho cominciato a parlare dopo che mi ha posto la domanda, e ai pochi secondi vedo i suoi occhi perdersi nel paese dei sogni… Che fare? Mi doveva ascoltare, altrimenti non mi avrebbe messo un voto decente… Ho cominciato a parlare più forte, a muovere la sedia, a fare rumore con le scarpe… Alla fine è andata comunque bene!

Il caffè risolve tutto, almeno per un po’. Anche se arrivato alle 14 di pomeriggio e avendo fatto colazione alle sette, non c’è docente che tenga! Mi sa che ho regalato qualche dieci solo per togliermi qualche studente di dosso. Ovvio! A stomaco vuoto, l’orecchio non ascolta più!

Finalmente si mangia! A casa ormai hanno sparecchiato e ci sono solo gli avanzi del cibo. Poi non ti puoi manco preparare un pasto decente perché alle 15:00 devi essere di nuovo, fresco e sveglio per continuare la maratona di verifiche fino alle ore 19:00.

A me piace comunque fare verifiche orali. Gli esami scritti mi mandano in depressione… Li devo correggere al pianterreno, perché altrimenti rischio di buttarmi dalla finestra. Io correggo esami in italiano, spagnolo, inglese, francese, portoghese e romanesco! Se alla difficoltà della lingua si aggiunge la complessità della grafia, capirete perché preferisco assolutamente gli esami orali…

Almeno vedi i tuoi ottanta e passa studenti in faccia. Vedi i loro occhi pieni di speranza, non solo di superare l’esame, ma di andare avanti nella vita che hanno scelto. Guardi le loro espressioni, il loro linguaggio non verbale. Ti solidarizzi con loro, tenti di salvare chi sta per naufragare, tenti di consolare chi è proprio nel baratro, metti alla prova chi è bravo, ti congratuli con lo sforzo…

Amo insegnare, amo stare con i miei studenti! Non mi ritengo un grande intellettuale, ma la docenza è una delle missioni più belle che mi siano mai capitate!

E sono sopravvissuto!

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